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GIORNATA DI STUDI DEDICATA AD ADA ROSSI

L’Alberghiero e la Rete delle Scuole superiori di Molfetta alla giornata di studi dedicata ad Ada Rossi, presso l’ITCTS di Bergamo.
Dal 21 al 24 febbraio, sedici studenti e otto docenti a rappresentare le scuole molfettesi nella seconda edizione del gemellaggio tra la Rete delle Scuole superiori di Molfetta e l’ITCTS “Vittorio Emanuele II” di Bergamo, in nome dell’amicizia tra lo storico Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, studioso antifascista, convinto federalista europeo, insieme a sua moglie Ada Rossi, entrambi docenti dell’Istituto bergamasco... Due studenti e una docente del nostro Istituto, presenti nella delegazione molfettese, hanno partecipato alla giornata di studi, dedicata alla militante antifascista e madre federalista europea, Ada Rossi.
Il racconto della vita della combattiva Ada è stato affidato ad Antonella Braga e Rodolfo Vittori, autori dell’agile biografia “ Ada Rossi” per la collana di genere “Novecentodonne” dell’editore Unicopli di Milano. Dal loro intervento è emerso un profilo di donna moderna, indipendente, controcorrente, capace di scelte difficili, sostenute da una forte coerenza morale. Con coraggio, Ada scelse di sposare Ernesto Rossi mentre era nella prigione di Pallanza nel 1931, condannato dal Tribunale speciale a vent’anni di carcere per la sua opposizione al fascismo all’interno del gruppo di “Giustizia e libertà”.
Dopo il matrimonio, il regime fascista l’allontanò dall’Istituto Vittorio Emanuele, in cui insegnava matematica. Continuò a svolgere importanti compiti di propaganda, collegamento e formazione politica dei giovani che sarebbero poi divenuti protagonisti della Resistenza bergamasca.
In un documento del 31 ottobre del 1931, stilato da un ufficiale dei carabinieri di Bergamo, Ada viene definita “elemento pericolosissimo e anima ribelle”. Divulgò con passione il Manifesto di Ventotene scritto dal marito con Colorni e Spinelli. Nel ’42 fu arrestata e inviata al confino.
Dopo la guerra entrò con il marito nel partito radicale fondato nel 1957.
Il dialogato con gli autori della biografia è stato curato dagli studenti che hanno prodotto un video introduttivo di presentazione di Ada Rossi ed esposto con strumenti multimediali il contenuto di una mostra allestita in Istituto su figure di donne “ Madri dell’Europa”. Anche gli alunni molfettesi hanno offerto il loro contributo leggendo stralci di lettere tra Ada Rossi e Gaetano Salvemini.
Degno di rilievo l’intero programma della permanenza a Bergamo, una città che abbiamo apprezzato per il suo considerevole patrimonio storico e artistico.
Di identico valore la Mostra “Raffaello e l’eco del mito”, allestita presso l’Accademia Carrara e illustrata con abilità affabulatrice dalla prof.ssa Antonia Abbattista Finocchiaro.
All’arte si è aggiunta un’attenzione alla storia sociale del territorio con la visita al villaggio industriale di Crespi d’Adda, sito Unesco, nei pressi del fiume di manzoniana memoria, un esempio di paternalismo filantropico di fine Ottocento. Una sorta di città ideale in cui garantire condizioni di vita dignitose agli operai dell’opificio tessile di cui era proprietaria la famiglia Crespi tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Un complesso architettonico, perfettamente integro, che racconta la nascita dell’industria moderna italiana.
Grande è stato l’interesse espresso dai partecipanti al gemellaggio, accolti cordialmente dalle famiglie degli studenti del luogo, attesi a Molfetta in occasione della giornata salveminiana, che si terrà l’11 maggio, in occasione della premiazione del Concorso “G. Salvemini e i giovani”.
Un grazie speciale va alla Rete delle scuole, ai dirigenti e docenti coinvolti e all’entusiasmo della prof.ssa Anna Bellifemmine, che ha avuto l’intuizione del “gemellaggio”, una modalità di incontro con finalità educative considerevoli: uscire dall’isolamento, creare occasioni di scambio di idee e mentalità, abbattere i pregiudizi.
Mantenere vivo il ricordo e la lezione civile e morale di Ada, Ernesto e Gaetano può aiutare i giovani a non cadere nella trappola della sfiducia, dell’individualismo e del qualunquismo per sognare e costruire insieme una società più giusta e solidale.

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