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“VINI NATURALI DI PUGLIA”

Giovedì 26 aprile

La giornata di oggi è stata lunga, stressante ma molto appagante….

Il gruppo di alunni e docenti che partecipano al progetto ‘Vini Naturali di Puglia’ ha fatto tappa a San Donaci (BR), un territorio costituito da un grande ed esteso vigneto, potremmo definirlo un giardino vitato. Ad accoglierci è stata la gentilissima e solare Mina del Prete, figlia del ‘padre’ dei vini biologici e naturali in Italia, Natalino...

Natalino del Prete è un interprete della filosofia della produzione naturale sin dalla prima ora, quando ancora in Italia parlare di ‘biologico’ era un tabù e chi osava provare a parlarne era considerato alla stregua di un folle o di uno squinternato. Oggi invece siamo tutti coinvolti in questa sorta di ricerca del prodotto bio che inneggia al motto ‘less is more’.

Già nel 1994 Natalino del Prete aveva ottenuto la certificazione di produzione biologica, certo che la tutela e la salvaguardia del terreno e quindi del territorio e della salute fossero l’unica via percorribile per contrastare il massivo utilizzo di pesticidi e di chimica nel vigneto ed in cantina.

Al solito, per parlare di vino bisogna partire dalla terra, quindi prima tappa in un appezzamento coltivato a primitivo, dove Mina, ragazza giovane e forte, con tanto entusiasmo ed energia, ha spiegato la filosofia che ha mosso il padre prima e sedotto lei in seguito.

Ha condotto i ragazzi nel suo mondo, fatto di tanta passione e tanti incontri con vignaioli di tutta Italia ed Europa che come lei condividono lo stesso orizzonte; ha raccontato della figura del sommelier e di come questa può e deve integrarsi meglio negli staff di sala. In definitiva, di come far crescere la nostra regione e la nostra conoscenza in fatto di vino naturale nel panorama enologico nazionale ed internazionale.

Seconda tappa? Un vigneto di negroamaro allevato col classico sistema salentino denominato ‘ad alberello’; alberelli di 80 anni che producono, solo nelle annate buone, circa 25 quintali per ettaro contro i 100-120 e più delle produzioni convenzionali…. Questo si traduce in concentrazioni sul frutto che saranno poi espresse nel calice…..

Next stop: la cantina di produzione ed imbottigliamento. Natalino del Prete produce solo vini rossi dai più tipici vitigni del suo territorio: Anne è un negroamaro in purezza dedicato alla moglie del nostro ospite, Nataly è un primitivo al 100%, il Torre Nova è Salice Salentino (uvaggio di negroamaro e malvasia nera) e il Sorso Antico, un aleatico che si presta benissimo per accompagnare dolci di mandorle ripieni di confetture alle ciliegie ed alle amarene, provate ad assaggiare un fruttòne salentino!!!

Niente legno in azienda! E’ una scelta, ci spiegano Mina e Natalino: “vogliamo che nel bicchiere si senta tutta la potenza del frutto in tutti i suoi gradi di maturazione; il legno cederebbe inevitabilmente i suoi sentori….. Forse, a breve, una sperimentazione di affinamento del vino nelle anfore, anzi le più tipiche e vicine al territorio ‘capase’…” L’assaggio ‘en primeur’ rivela in effetti vini caldi e corposi, strutturati, ma che si lasciano bere con piacevolezza, belli freschi per la vivace presenza di acidità…
Se tutto questo si ottiene con zero diserbanti di sintesi, pochissimo zolfo e rame contro le malattie della vite, solfiti pressochè assenti, allora è il caso di dire: W il vino naturale!!!

Link di approfondimento:

il vino buono

vinnatur.org

youtube.com

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